Contrada Salandra. I vini dei Campi Flegrei di Giuseppe Fortunato

Dopo aver percorso una stradina stretta dove non passano contemporaneamente due auto, oltrepasso un cancello e arrivo in uno spiazzo davanti ad una casa. Quella per il navigatore, è la mia meta ma nessuna insegna indica la presenza di una cantina. Giuseppe è li che mi aspetta. Iniziamo a parlare li fuori, nello spiazzo tra la casa e il vigneto. Mi racconta dell’origine dell’area nei Campi Flegrei, una caldera nata circa 36.000 anni fa a seguito di una esplosione vulcanica; più tardi, intorno al 1500, un’altra esplosione ha dato origine al Monte Nuovo. Quei terreni risultano essere quindi ricchi di minerali sciolti che gli conferiscono qualità ottimali per la coltivazione dell’uva, qualità che peraltro variano da zona a zona. I suoi sono vigneti sono collocati in due aree. La prima, la parte bassa, di circa 2,2 ettari, è posizionata ad una altitudine di circa 90 m slm e guarda il mare. Lì il terreno è composto per l’80% da sabbie e per il 20% da limo. La seconda area è collocata ad una altitudine maggiore, intorno ai 250 m slm ed il terreno cambia composizione per la maggiore presenza della componente limosa ed un 5% di argilla. Le varietà che produce sono quelle tipiche dell’area: la falanghina ed il piedirosso. Mi spiega come la falanghina, vitigno generoso, ha un impianto a Guyot mentre il piedirosso, che è un vitigno particolare per la sua sensibilità rispetto agli aspetti pedoclimatici e per la sua fertilità non elevata, ha scelto un impianto a Sylvoz. Le rese per ettaro sono comunque entrambe basse, circa 40-50 quintali per la falanghine e 20-30 quintali per il piedirosso, ben al di sotto qu quanto previsto dai disciplinari. La particolarità è data dal fatto che le vigne, grazie alla presenza prevalente di un terreno sciolto come la sabbia, sono tutte a piede franco. Gli chiedo dell’azienda e mi di dice che è nata quasi per caso. Tutto nasce da un articolo di giornale, “Dolci profitti con il miele”, che alla fine degli anni ’90 capitò tra le mani di Sandra, sua moglie, laureata in economia. Insieme avviano un’attività di apicoltura aprendo un locale in cui iniziano a vendere i loro prodotti. Giovanni, studente di ingegneria civile, completa gli esami ma non si laurea, decide cha la professione non fa per se; a quel punto preferisce prendere in mano i terreni di famiglia impiantando il primo vigneto. Nasce così l’azienda Dolci Qualità, da cui nel 2005 esce la prima etichetta. Il successo dei suoi vini è immediato, nel 2006 riceve i primi riconoscimenti. Successivamente, nel 2015, separano il ramo vinicolo dando luogo alla cantina Contrada Salandra. Ad oggi, aiutato dalla sapiente mano dell’enologo Carmine Valentino, Giovanni produce due vini, entrambi facenti parte della DOC Campi Flegrei: la Falanghina ed il Piedirosso, in Campania chiamato anche Pèr ‘e palummo per via del colore dei pedicelli degli acini che ricorda la tinta della zampa dei colombi. Entrambi sono vinificati in acciaio. Nel caso della Falanghina il contatto con le bucce va dalle poche ore ad un massimo di 2 o 3 giorni a seconda delle annate mentre per il Piedirosso la macerazione dura dai 20 ai 30 giorni.

I vini degustati:

DOC Campi Flegrei Falanghina 2020: Degustiamo una prova di botte in quanto il vino non è stato ancora imbottigliato. L’esuberanza della giovinezza si riconosce subito dal colore giallo paglierino tenue con striature verdoline; il naso è intenso e generoso di profumi, soprattutto fruttati e floreali, ma non manca una nota erbacea, quasi balsamica. L’assaggio è dominato dalla grande freschezza, dominata dalla nota agrumata, cui si somma la sapidità tipicamente conferita dai terreni vulcanici ricchi di minerali. Il finale dona una piacevole nota mandorlata di retrogusto. Gradevole fin da ora, sembra comunque avere tutto il corredo necessario per affrontare con notevoli benefici periodo di affinamento (ricordiamo che Giovanni fa uscire in commercio la sua Falanghina con due anni di ritardo).

DOC Campi Flegrei Falanghina 2017: Togliamoci il cappello di fronte a questo vino prodotto in maniera semplice e lineare ma di così grande effetto. Nel bicchiere si ritrovano tutte le caratteristiche del vitigno, del suolo e dell’ambiente climatico dell’area in cui è prodotto. Il colore paglierino presenta alcune venature dorate, il naso delicato, fine e complesso denota un maggior grado di evoluzione; sentori fruttati di nespola, albicocca, mandarino e nocciola affiancano i sentori minerali ed erbacei, arricchiti da un pizzico di balsamicità. In bocca da una sensazione di pienezza in cui prevalgono ancora le note dure della freschezza e della sapidità nonostante la presenza alcolica importante. Anche in questo caso il finale lungo è accompagnato da una piacevole nota ammandorlata. E’ un vino decisamente armonico, pronto per essere bevuto.

DOC Campi Flegrei Piedirosso 2020: Anche in questo caso degustiamo una prova di botte dal colore rubino acceso e brillante. Il profilo olfattivo è orientato sui sentori fruttati di ciliegia e ribes rosso, arricchito da un floreale di geranio e di erbe selvatiche. La bevuta è fresca e sapida, gradevole nonostante i tannini, percettibilmente ancora giovani, indichino una necessità di una evoluzione per il raggiungimento dell’equilibrio gusto olfattivo.

Contrada Salandra, via Trepiccioni, 40 – 80078 Pozzuoli (NA) Tel. +39 081 5265258 facebook.com/contradasalandra/

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